Quante volte ci siamo trovati a passeggiare su una spiaggia libera, o su una strada non curata (magari con aiuole) e constatare la presenza di numerosi mozziconi di sigaretta a terra (o negli appositi contenitori)? Ferma restando la loro pericolosità per l’ambiente, oltre che per la salute, avreste mai pensato che proprio quei mozziconi potrebbero rivelarsi utilissimi alla promozione dell’efficienza energetica? Sembra impossibile da credere, in realtà è proprio così. Ecco in che modo.

Convertire le sostanze nocive in opportunità per l’ambiente

Un solo mozzicone di sigaretta contiene al suo interno tutta una serie di veleni: a parte la nicotina, di cui tutti sappiamo, ci sono anche il benzene, l’ammoniaca, diversi metalli pesanti (tra cui il piombo), e poi materiali radioattivi come il Polonio 210! Senza contare l’acetato di cellulosa, che va a comporre il filtro. Ora, tutte queste sostanze concentrate in un solo mozzicone di sigaretta, impiegano anni e anni (fino a 12) per essere degradati naturalmente. Consideriamo poi che sono circa 800 mila le tonnellate di mozziconi di sigaretta che annualmente finiscono nei bacini idrici, inquinandoli irrimediabilmente. Alcuni ricercatori si sono dunque posti l’interrogativo di convertire queste sostanze nocive in potenziale energetico per l’ambiente. La risposta è stata sorprendente! In particolare due ricercatori dell’Università di Nottingham (Robert Mokaya e Troy Scott Blankenship) hanno pubblicato il resoconto di questo studio sulla rivista Energy and Environmental Science (qui il link).

Materiali energetici con capacità di stoccaggio di idrogeno

In sintesi i mozziconi di sigaretta si sono rivelati in grado di stoccare molto bene l’idrogeno, producendo dei materiali energetici, in particolare biocarburanti. L’acetato di cellulosa, di cui è composto il filtro delle sigarette, è fatto di materia porosa, in grado perciò di inglobare altre sostanze. Vengono sottoposti a processo di carbonizzazione idrotermale fino a generare l’hydrocar, uno speciale carbonio che dà vita ad un particolare tipo di ossigeno capace di stoccare l’idrogeno come nessun altro materiale. Qual è l’impiego pratico di questa scoperta? Lo sviluppo di nuovi biocombustibili, che potranno nel tempo andare a sostituire la benzina o il gas per le automobili.

Il progetto Focus: l’innovazione made in Italy per la coltivazione di arbusti

Le ricerche dell’Università di Nottingham sono state sviluppate anche da un gruppo di studiosi del Centro interdipartimentale “Enrico Avanzi” dell’Università di Pisa, dando vita al progetto FOCUS (Filter Of Cygarettes reUsed Safely). Il progetto, dalla durata triennale, e cofinanziato per il 50% dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, vede coinvolti anche gli enti locali, con il Comune di Capannori, in provincia di Lucca, più l’Istituto sugli ecosistemi terrestri del Cnr ed altri istituti scientifici. Quello che si vuole dimostrare con il progetto italiano, è che oltre a dare vita ad un ottimo biocombustibile, i mozziconi di sigaretta possono rivelarsi delle basi per del materiale biodegradabile, al fine di ricavare un “substrato inerte” per la coltivazione di arbusti e piante ornamentali. L’applicazione di questa sostanza troverebbe largo impiego soprattutto nella coltura idroponica. La prima fase del progetto Focus è data dalla raccolta dei mozziconi in appositi contenitori. Mozziconi che verranno trattati separando gli elementi biodegradabili da quelli che non lo sono. Successivamente vi saranno delle “prove di germinazione”, per selezionare le migliori specie botaniche adatte a queste nuove colture. A queste prove seguiranno delle “prove di crescita”, fino ad ottenere delle micro alghe. Queste ultime serviranno proprio a ricavare dei biocarburanti, terminando il ciclo di purificazione dei mozziconi di sigaretta. In conclusione si può capire come anche da materiali considerati altamente nocivi possono venire fuori delle biomasse con scopi tutti a favore dell’ambiente e dell’economia.

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