Ti stai appassionando al discorso del risparmio energetico perché ti ritieni un consumatore consapevole e rispettoso dell’ambiente. Ti stai perciò informando sul mondo del fotovoltaico e su come installare un impianto. Nel nostro blog spesso affrontiamo temi relativi al fotovoltaico e all’energia solare. Oggi vogliamo parlarti di un componente importantissimo per questo tipo di impianti: l’inverter. Scopriamo allora di cosa si tratta e come funziona un inverter.

Che cos’è un inverter e a cosa serve

Arriviamo subito al punto e ti diciamo che un inverter non è altro che un “convertitore” di corrente. In pratica è un elettrodomestico che trasforma la corrente che arriva dall’energia solare in corrente elettrica che si utilizza comunemente in tutte le nostre abitazioni o uffici. Il suo aspetto è quello di una specie di scatola metallica: al suo interno contiene dei dispositivi elettrici adatti alla conversione. Ma le funzioni di un inverter non si esauriscono qui, perché tra i suoi compiti c’è anche quello di consumare il meno possibile l’energia solare accumulata dai pannelli del fotovoltaico.

Tutti i vantaggi dell’utilizzo di un inverter

Possedere un impianto fotovoltaico che si avvalga di un inverter di buona qualità consente di ottenere numerosi vantaggi in termini economici e di ecosostenibilità. Un buon inverter infatti innanzitutto riduce al minimo i costi che possono derivare dalla conversione da energia solare ad elettrica. In secondo luogo si occupa di aggiustare sempre i valori delle variazioni di tensione e, di conseguenza, di regolare la frequenza dell’energia elettrica (non ci saranno perciò mai cali di tensione e abbassamenti di energia). Questo significa che funge anche da ottimizzatore dei livelli di energia e che protegge l’impianto da cortocircuiti e blackout. Oltre a ciò, un buon inverter è “intelligente” e capisce se si è in presenza di guasti o cattivo funzionamento dell’impianto. In questo caso invia segnalazioni a chi di dovere. Capisce, infine, e regola, la propria temperatura. Ad ogni modo consigliamo di tenere l’inverter sempre in luoghi freschi e privi di umidità.

Le diverse tipologie di inverter: monofase (o trifase), con trasformatore e a onda modificata

In commercio non si trova un solo tipo di inverter, ma si può scegliere tra alcune tipologie ben distinte: monofase, che si contrappongono ai trifase; con trasformatore o senza, inverter a onda modificata o ad onda sinusoidale. Vi sono poi degli inverter specifici per gli impianti di accumulo, che vanno scelti separatamente e di cui parleremo in altra occasione. Vediamo in cosa consistono le caratteristiche di ognuno, sottolineando come possono essere anche combinati tra loro.

Inverter monofase o trifase

Hanno a che fare con la grandezza dell’impianto fotovoltaico a cui sono associati. Gli inverter monofase vengono infatti utilizzati per piccoli impianti domestici e si contrappongono agli inverter trifase, apparecchi che vengono usati per grossi impianti, specie nelle aziende o in grosse realtà. Più inverter monofase possono sostituire un inverter trifase.

Inverter con trasformatore o senza

Si tratta di una tipologia di inverter che garantisce un isolamento elettrico. Deve essere presente solo in luoghi (solitamente industriali) in cui lo impone la normativa vigente o se l’impianto necessita di una messa a terra. In alternativa il tipo più utilizzato è quello senza trasformatore, più piccolo e dalla prestazioni migliori.

Inverter a onda modificata o ad onda sinusoidale

Sono senza dubbio gli inverter meno costosi, e questo vantaggio corrisponde a svantaggi in termini sia di temperatura (si surriscaldano) che di rumore (sono piuttosto rumorosi). Non vanno bene, inoltre, in combinazione con impianti dotati di motore, per i quali sono preferibili gli inverter ad onda sinusoidale, più costosi ma più affidabili e, soprattutto, adattabili a qualsiasi tipo di dispositivo fotovoltaico.

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