Buone notizie per chi crede nella svolta ecologica ed economica data dalle energie rinnovabili: per la prima volta in Europa queste battono le energie di derivazione fossile. Ciò sembra sia dovuto anche al lockdown da pandemia di Covid 19, che la scorsa primavera ha in pratica tenuto al chiuso milioni di persone nel mondo, “ripulendo” letteralmente l’aria. Cerchiamo di approfondire con qualche dato in più.

Da gennaio a giugno 2020 generato il 40% dell’elettricità

I dati vengono forniti da Ember, centro studi e di ricerca internazionale sul clima e le fonti rinnovabili di energia. Ebbene, proprio queste ultime sembra abbiano generato nei primi sei mesi del 2020 il 40% dell’elettricità nella zona Ue a 27. Se pensiamo che tutte le energie di derivazione da combustibile fossile (gas, carbone e così via) sono arrivate solo al 34% (con una diminuzione del 18%) si capisce che il dato è davvero positivo. Gran parte di questo risultato è stata dovuta alla “pausa” da lockdown causata dalla pandemia di Coronavirus, più le condizioni meteo molto favorevoli nella prima parte dell’anno. Hanno influito poi l’aumento degli investimenti in eolico (che cresce dell’11%) e nell’energia solare (che registra un +16%). Bene anche l’idroelettrico (+12%) e le biomasse (+1%).

In particolare, entrando nei dettagli: le energie rinnovabili assistono ad un aumento dell’11%, con l’eolico e il solare che raggiungono un 21% di produzione europea (cifre mai viste) con picchi nei paesi del Nord come la Danimarca (al 64%), l’Irlanda (49%) e la Germania (42%).

In calo le fonti da combustibile fossile e le emissioni di Co2

Per contro, l’altro dato estremamente positivo che Ember comunica ha a che fare con il calo delle fonti da combustibili fossili. Il carbone, ad esempio: la sua produzione è calata di ben 34 punti in percentuale, mentre quella della lignite del 29%. Anche il gas registra un calo, del 6% (l’Italia qui fa meglio di tutti, con un meno 16%). La conseguenza di queste diminuzioni è palese: un calo delle emissioni di anidride carbonica da Co2 in tutti i Paesi dell’Ue a 27 (tranne che per la Polonia, che invece continua ad utilizzare carbone) per un totale complessivo del 23%. Anche per questo motivo, secondo Ember, il 2020 sarà l’anno chiave per il definitivo sorpasso delle energie rinnovabili su quelle a combustibile fossile.

Il segreto per uscire dalla crisi economica globale passa da qui

Del resto già lo scorso aprile, in piena pandemia da Covid 19, un report pubblicato dall’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (Irena) ha effettuato previsioni economiche su largo raggio di tempo. Si tratta di uno studio che approfondisce tutte le dinamiche delle strategie di investimento sulle energie alternative nel mondo, con un focus sui metodi da utilizzare per ottenere una riduzione delle emissioni da anidride carbonica a livello globale, fissandosi un obiettivo di -70% nei prossimi trent’anni. Secondo questo Global Renewables Outlook, dunque (è il nome dello studio in oggetto), nel 2050 il continuo e crescente utilizzo delle energie rinnovabili condurrà ad un incremento sul Pil mondiale fino a 98 trilioni di dollari! Di conseguenza l’occupazione avvertirebbe uno scossone enorme, riuscendo anche a quadruplicare la forza lavoro e di impiego.

Cinque sono, nello specifico, i pilastri verdi, chiave per ottenere questo risultato, cioè la decarbonizzazione: idrogeno verde, elettrificazione estesa, maggiore applicazione ed utilizzo delle energie rinnovabili, diminuzione delle emissioni di anidride carbonica, flessibilità del sistema energetico. Non resta, a questo punto, che riflettere su tali studi, e prendere atto che finalmente si stia andando nella giusta direzione.

Qui le fonti consultate:

dati del think tank Ember: https://ember-climate.org/

Global Renewables Outlook 2050, report dell’Irena: https://www.irena.org/publications/2020/Apr/Global-Renewables-Outlook-2020