Tra dieci anni il carbone vivrà finalmente il suo declino definitivo, le energie rinnovabili avranno sempre più spazio e vi saranno sempre più persone che avranno domanda di elettricità. Sono, in sintesi, i risultati dello studio effettuato dall’IEA (International Energy Agency) sulle tendenze per le prossime decadi. Vediamo nei particolari alcune delle voci più interessanti di questo report (qui riportato integralmente: World Energy Outlook 2020).

Carbone in declino: -60% in Unione Europea nel 2030

La prima notizia che balza allo sguardo di chi legge il rapporto è questa previsione di un calo netto della richiesta di energia ricavata dal carbone. Secondo i calcoli statistici effettuati dall’IEA, in uno scenario ideale, fatto di energia ecosostenibile diffusasi largamente, il calo potrebbe arrivare al 40% nel mondo rispetto all’anno 2019. Restando nei parametri reali, d’altro canto, cioè considerando un andamento pressoché identico a quello odierno, il calo si assesterebbe su un -8%. Interessante notare come nei Paesi dell’Unione Europea la domanda potrebbe diminuire fino ad un 60%. Va però considerato l’aumento della domanda in Asia, in particolare in Paesi come l’India, che potrebbe arrivare a richiedere nel 2030 più energia da carbone rispetto ad oggi.

Aumenta la domanda di energia nucleare ma diminuisce il costo del fotovoltaico

Se da un lato la domanda di energia da carbone diminuisce, cresce invece quella ricavata da fonti nucleari. Le previsioni degli scienziati si attestano su un +15% a livello globale entro i prossimi dieci anni. Al contrario di quanto si verificherà per il carbone, la produzione qui diminuirà in Europa e nei Paesi Occidentali per accrescersi invece in Asia e nei Paesi in via di sviluppo (fino a un +60%), soprattutto in Cina.

Ottime le previsioni, invece, per il prezzo del fotovoltaico, che diverrà sempre più accessibile a larghe fasce di popolazione, con costi sempre più bassi, fino a diventare la forma di energia più economica in assoluto. Dai 50 dollari per Mwh del 2019 si calerà di oltre venti dollari in vent’anni, arrivando a circa 30 dollari nel 2040.

Petrolio molto più caro, a tutto vantaggio delle auto elettriche

Il prezzo di un barile di petrolio, arrivato a 63 dollari nel 2019, dovrebbe, secondo l’IEA raggiungere i 76 dollari nel 2030. Questo significa che non lo si abbandonerà, ma si continuerà ad investire in questa sorta di “oro nero”. Da notare però il balzo che avranno le auto elettriche secondo questo scenario: si parla addirittura di un +40% tra dieci anni (previsioni davvero ottimistiche) rispetto ad un mero 2,5% dello scorso anno. L’impennata improvvisa dell’acquisto e utilizzo di auto elettriche, alimentate ad idrogeno, porterebbe ad una diminuzione enorme delle emissioni di Co2 prodotte dalle fonti di energia a carbone: in pratica 1 milione di tonnellate in meno nel 2030! Considerando un aumento della popolazione mondiale, questa appare sicuramente come una buona notizia.

Più viaggi in aereo e paradossalmente anche un certo tipo di inquinamento

La gente avrà bisogno di spostarsi sempre di più, e in spazi sempre più ampi nei prossimi dieci anni. Di conseguenza i viaggi aerei aumenteranno di più del 50% (55), ma i danni saranno contenuti, in quanto è prevista un’accentuazione nell’adozione dei biocarburanti. Il dato che più sconcerta, invece, riguarda l’aumento dell’inquinamento in alcune zone del pianeta, cioè in quelle maggiormente prestate ad un aumento dell’urbanizzazione, per un totale di quasi 900 milioni di persone (850). Il pericolo maggiore sarà rappresentato dall’inquinamento all’interno delle case, causato dal riscaldamento a legna. Si dovrà perciò lavorare per risolvere anche questa criticità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *